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Roma “La Sapienza” 12/07/2005

Nel programma "estate romana" , tra le varie manifestazioni sparse in tutta
la città, c'è anche: notti d'estate a "La Sapienza", università degli studi
di Roma che compie 700 anni.
Dopo aver trovato parcheggio per il mio bolide, verso le 23:00 rieccomi nel
posto del "sapere", dove, come ironicamente dice Rox, mi ci sono fatto vecchio.
Mi avvicino al palco e intravedo Maddalone, Aldo e Vittorio che fanno gli ultimi ritocchi.
Vicino, su un altro palco, stanno facendo una commedia ballata e recitata,
scritta dal mio ex professore di chimica “Proff. M. Spoliti”!
Finalmente si accendono le luci, ho il cuore in gola, le persone vicino a me
bisbigliano: "ma non sono i NT" e io subito mi sono lanciato a fare chiarezza, non mi è parso vero!! :D
Ora Vittorio, grande istrione, chiarisce parlando di Faber, del percorso musicale con le poesie di Mannerini, e quindi di Senza orario Senza bandiera. Pian piano prende per mano gli spettatori che rimangono letteralmente affascinati dalla bravura dei musicisti.
Il primo brano è "Ho veduto", poi "Vorrei comprare…", "Ti ricordi Joe", "Signore io sono Irish", "Susy Forrester" e via continuando.
Tutti ci siamo riscaldati, i presenti hanno capito la differenza tra “Il Suonatore Jones” e New Trolls.
Uno studente in romanesco "Facce bocca de rosa"! e, cosa strana, Vittorio lo accontenta! L'emozione sale a 1000. La vera sorpresa per me non sono Edmondo Romano che suona anche le cornamusa oltre a vari fiati, o Dado Sezzi che suona le percussioni, Andrea Maddalone alla chitarra, e Massimo Trigoria al basso ma Aldo de Scalzi!!! avreste dovuto vederlo, non si può descrivere, tra i due fratelli si è creato una sorta di arco voltaico, il catalizzatore era nell'aria costituito dalle note.
La musica continua con "inno all'amore" e vari pezzi.."la collina", “Fiume Sand Creek” ecc... Ogni brano che eseguono si riempie di rock, addirittura la cornamusa è rock! Vittorio alterna tre chitarre classiche, Maddalone le elettriche, Aldo alle tastiere e un fiato elettronico dal quale ricava, tra gli altri, un basso tuba, anch'esso con note rock. "Il pescatore" fa crescere ancora l'entusiasmo e "Crzase de Ma" in lingua genovese, Aldo fa un controcanto adorabile. In fondo alla platea ogni tanto qualcuno: "Un'ora! Un'ora!" Vittorio sorrideva sornione dicendo: "Manca Nico" ma quando comincia ad eseguire, come dice lui, in maniera soft "Miniera" e "Quella carezza della sera", ormai tutti cantiamo, e pensare che si era all'università, ed erano quasi tutti giovanissimi! Sotto il palco due ballerini bravissimi, interpretavano a modo loro ballando..Tutti erano esterrefatti per la qualità dei suoni e l'intenzità nell'esecuzione. Lo
spettacolo finisce all' 1:15 tra l'entusiasmo generale.
Mentre tornavo verso casa ho analizzato quello che ho visto e sentito ed ho dedotto che il vero filo logico non era quello che legava i pezzi musicali e i concetti di questi, troppo semplice, era la nostalgia di Vittorio,
nostalgia che esprime la vita passata, presente e quella che sarà di un futuro che ancora non arriva, il tutto fuso nel crogiuolo dell'amore per questa vita.

Gianni Vecchio

 

 

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