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Carissimi
fans, mi
chiamo Marisa, ho avuto la fortuna di assistere al concerto tenutosi a
Torino l’8 luglio 2005 e mi è stato gentilmente chiesto di fare la
recensione. Ci
provo. Leggete
senza pretese, non sono un’addetta ai lavori, sono solo una fan. Non
sarà una recensione normale, non sono in grado di analizzare canzone
per canzone, mi limiterò a parlare delle mie emozioni ed eventualmente
chiedo a Sergio di aggiungere, se vorrà, una parte tecnica. Innanzitutto
mi faccio i complimenti da sola perché sono riuscita ad attraversare la
città di Torino, con tutti i lavori per le Olimpiadi invernali 2006,
sbagliando spesso strada ma senza che nessuno mi strombazzasse dietro. Sono
donna, sono bionda, sono miope, ma a Muoviti Positivo ci sono arrivata
lo stesso malgrado le raccomandazioni di mezzo mondo, il mio capo
compreso in quanto ci teneva che io lunedì presenziassi in ufficio in
quanto giornata di importanti appuntamenti. Sono
arrivata verso le 19, i nostri cari trolls stavano facendo le prove. Ho
raggiunto il palco nervosa
e rigida come un baccalà in quanto, in queste occasioni, mi sento
sempre un’ po’ un intrusa, diciamo una rompiscatole. Meno
male che c’era Sergio che mi ha accolto calorosamente e mi ha
presentato ai musicisti (per i quali non sono proprio una novità, un
minimo si ricordavano, soprattutto per il fatto che una volta erano
venuti nella mia città per un concerto ed era sopraggiunto un
acquazzone incredibile … che poi tutti sanno come è andata quella
sera, ma non voglio anticipare nulla). Comunque
mi sono intrufolata pure a cena dove ho visto passare tante pietanze
prelibate che il mio stomaco si è rifiutato di assaggiare in quanto
chiuso dall’emozione di essere con persone speciali, interessanti e
cordiali (pensare di mangiare
era l’ultimo dei miei pensieri!!). Dopo
vari discorsi, barzellette e qualche foto (e una bellissima rosa color
pesca regalatami da Alfio), è arrivato il momento di andare sotto il
palco. Prima
di loro ha suonato Tony De Gruttola
ed è stato bravissimo, anche se un po’ imbarazzato perché
sapeva che il pubblico era lì non tanto per lui quanto per il concerto
successivo. Durante
la sua esibizione non sono mancati gli applausi perché noi fans
sappiamo apprezzare la buona musica e lui ha suonato veramente bene. Finalmente
è arrivato il turno dei nostri e, purtroppo anche il turno dei nuvoloni,
(comunque io mi rifiuto categoricamente di dire che la mia presenza
abbia influito sul meteo!!!) (mah! ndr) I
musicisti, come sempre, hanno dato il meglio di stessi. Erano reduci da un concerto tenutosi a Palermo e del quale erano entusiasti sia per l’ottima organizzazione che per la presenza di un pubblico caldo e numeroso. Malgrado la stanchezza accumulata da viaggi in aereo, ore piccole, e traffico cittadino, sono saliti sul palco con la solita grinta ed entusiasmo che li caratterizza. Le note di Una notte sul Monte Calvo aprono il concerto che prosegue con Quelli come noi, Visioni, Letti, Davanti agl’occhi miei e Miniera, tutte riarrangiate. Si continua, ma con 4 chitarre e batteria ed è il turno di: America OK (con magico assolo di Maddalone), Faccia di cane e Musica entrambe in grande chiave ROCK. Ottimi
musicisti, ma anche abili intrattenitori, basti pensare alle battute di
Vittorio, i gesti di complicità fra Francesco e Mauro, l’ironia di
Maddalone e la simpatia di Alfio. Tutti
questi elementi rendono ogni loro concerto indimenticabile e
coinvolgente. Si
prosegue con: Poster, i CG (con
magnifico assolo di Alfio Vitanza), Il
treno, Aldebaran, Che idea (non ci giurerei ma mi è sembrato
che la dedicassero a GFR), Quella carezza della
sera e Il cielo . Alla fine, dopo quasi due ore di canzoni senza sosta, noi, pubblico sadico, abbiamo chiesto il solito bis. In fin dei conti ci hanno sempre viziati un po’ ed il bis sappiamo che non manca mai. E
allora ancora musica con Ho Veduto, Vorrei
comprare una strada…, Signore io sono Irish, la prima goccia
bagna il viso (in tema con la serata). Il
pubblico, entusiasta, si era raggruppato in piedi dietro le transenne, a
cantare e ad emozionarsi. Ho
sentito complimenti e esclamazioni di gioia provenire da diversi fans
che evidentemente avevano compiuto parte della loro vita accompagnati
dalle note dei NT (come in seguito ho sentito dire da una coppia di fans,
i quali confessavano timidamente a Vittorio, che le canzoni ascoltate
quella sera erano state galeotte per quanto riguardava il loro
incontro). Il
bello del loro pubblico sta nel fatto che è formato da persone di ogni
età: ho visto over 70enni in prima fila, e ragazzi di 20 anni che
conoscevano qualsiasi canzone, li ho sentiti fare dei commenti
estremamente dettagliati
per quanto riguardava le melodie, la tecnica, il ritmo ecc ecc. In
effetti, in questi anni, mi sono accorta che molti fans sono persone
addette ai lavori (musicisti), basti pensare ai vari commenti che ogni
tanto leggo sui forum a loro dedicati. Ecco,
in effetti, io, da questo punto di vista, mi sento un po’
un’intrusa; non riesco ad analizzare canzone per canzone, non riesco a
capire le differenze fra un concerto e l’altro. Io mi trovo lì,
assisto, e la gioia è così grande, le emozioni così intense che
spesso perdo di vista la realtà per entrare in un mondo sospeso fatto
di suoni, immagini e colori. Ho
un rapporto con la musica che va oltre qualsiasi razionalità. La
musica influisce sul mio umore, sulle mie azioni a tal punto che, se
ascolto una bella canzone e sono in auto, mi capita di sbagliare la
strada, oppure non scendo fino a che non è finita a costo di arrivare
tardi al lavoro!! Dopo
il concerto, gli appassionados (ndr,
termine spagnolo dedicato a Desperados …i frequentatori della chat
sanno di chi sto parlando), si sono fermati sotto il palco. Tempo 10
minuti e i nostri beniamini sono venuti a farci gli autografi, dediche e
a posare per qualche foto. Ogni
tanto si pensa ai musicisti come persone di un altro pianeta (io la
penso così…), invece sono estremamente gentili, disponibili e
simpatici. Purtroppo,
verso l’1,30 circa è arrivato anche il momento in cui ci hanno
veramente salutati e sono partiti. Il
tempo di salutare anch’io i nuovi amici: Sergio e la sua famiglia in
particolare, e sono partita anch’io. Cotta
come una pera sono riuscita ad uscire da Torino (San Tom tom go mi ha
indicato ancora pazientemente la strada senza incavolarsi troppo) e mi
sono trovata sulla strada per il luna park, ovvero l’attuale Torino
Milano che è piena di lavori in corso con luci lampeggianti, lucine che
ti mandano a destra o a sinistra a seconda del ponte che stanno
costruendo. Durante
quel lungo viaggio, naturalmente con la compagnia di Radio Capital, fra
uno sbadiglio e un altro, fra i bagliori di un temporale lontano, mi
sono posta una domanda: ma se ero cotta io che ero stata seduta tutto il
tempo e non avevo fatto nulla tutto il giorno, figuriamoci i nostri cari
trolls che dovevano fare altrettanta strada con un concerto alle spalle
e una notte fuori casa… …mah,
non finiranno mai di stupirmi!! …
e se qualcuno fra loro mi sta leggendo, io lo ringrazio di cuore, per
tutte le emozioni che mi sa regalare. Grazie
Marisa
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