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Trolls il Mito – live in Rionero in Vulture (PZ) – 08.08.2005 Signori,
quali siano gli ingredienti per creare nel tempo un mito è difficile
dirlo, ma che questa formazione sia un mito vivente, in questo concerto
lo si è capito benissimo. Ed è quasi superfluo stare ancora a parlare
della padronanza alle corde dell’avvocato Andrea Lavelli, della
disinvoltura alle pelli di Alex “Polipo” Polifrone, della
espressività e del tocco di Ricky Belloni, della genuinità e
naturalezza di Giorgio Usai e dello sterminato carisma di Nico di Palo.
Quello di cui non si dovrebbe mai smettere di parlare è della valenza
artistica del progetto New Trolls, della forza d’animo di Nico di Palo
(un uomo di categoria superiore), dei fortissimi legami che uniscono la
band, della attualità e intensità dei loro brani e poi ancora del
divertimento che i 5 hanno nel salire sul palco e della disponibilità
che mostrano quando sono coi loro fan. Ecco che quindi assistere a un
concerto del Mito New Trolls, prima di essere un divertimento e un
orgasmo con la musica, è una lezione di vita. È
stato un concerto nel quale ho visto affiancarsi al classico pubblico di
mezz’età, un foltissimo gruppo di ventenni, che cantava a memoria con
Ricky e Nico, tutti i pezzi della scaletta, segno che la buona musica e
i miti non hanno età. Che questa formazione sia un mito lo si capisce
poi anche dall’entusiasmo della gente che a fine concerto ha preso
letteralmente d’assalto il luogo preposto a rifugio della band che si
è concessa fino all’ultimo autografo e all’ultima foto, nonostante
la stanchezza, l’ora tarda e l’impegno che li attendeva a Pordenone
a 24 ore di distanza. Un’ultima riflessione ancora su Nico di Palo, un
uomo che nel solo vederlo sul palco ti rapisce e ti coinvolge
completamente (è bastato che durante “Aldebaran” togliesse gli
occhiali per far scatenare un boato tra la folla). Un uomo a cui
stringere la mano è un’esperienza unica perché ti stringe e ti
abbraccia, trasmettendoti tutta quella forza che lo fa stare in piedi e
che tu che stai in piedi forse non hai. Un uomo a cui fare un
complimento è un’esperienza unica perché ti risponde con tutta la
sua umiltà e la sua dolcezza e ti fa capire che il complimento lo hai
fatto a te stesso. Se il mondo della musica desse più spazio in TV e
sulla carta stampata a questa formazione, che grande tornaconto che ne
avrebbe la musica stessa! Per fortuna che la maggior parte di quelli che
fanno musica, questo lo sanno. Lunga
vita al Mito. Gennaro |