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Faggiano (TA) 26/06/2005 concerto de "Il Mito New Trolls"
per Voi e per noi l'inviato speciale "GFR"
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Faggiano (TA) 26/06/2005 PREAMBOLO (preparativi e note sulla partenza) Viste sul forum le notizie sulla nuova scaletta, avevo deciso di arrivare puntuale al concerto in quanto mi pareva che si profilassero interessanti novità. Oltretutto (par condicio!!!) agli ultimi concerti del Mito sono sempre arrivato in ritardo, mentre agli unici 3 concerti di VDS visti nel corso degli ultimi anni son sempre riuscito ad arrivarci con abbondante anticipo. E’ vero anche che di concerti del Mito ne ho visti a bizzeffe. Avevo programmato tempi diversi a seconda di chi dovessero essere i miei compagni di viaggio: poiché c’era un ballottaggio (!!!) tra consorte e prole da una parte, e amici dall’altra, avevo pensato che nella prima ipotesi avrei dovuto fare i preparativi per la partenza (benché mi trovassi a 30 km scarsi da Faggiano) MOOOOOLTO prima, nel secondo caso invece sarebbe stato sufficiente partire mezzora prima dell’orario fissato per il concerto. Il fatto è che sino a un’ ora prima del concerto prole e consorte erano ancora indecise. Si aggiungono le immancabili, classiche visite a casa che ti colgono di sorpresa proprio mentre stai per organizzarti e uscire. “Nooooo, non disturbate affatto, ci mancherebbe……..”. Mezzora prima prole e consorte rinunciano e io telefono all’ amico Ivan per annunciargli che ok, possiamo partire insieme. Ma ecco che, come da copione, moglie e bimbe ritrattano tutto e decidono di partire anche loro per il concerto. I preparativi, ovviamente, non sono dei più celeri. Finalmente parto, e carico in macchina sia loro che Ivan il quale dal canto suo mi fa ritardare di una ulteriore decina di minuti alla ricerca di un paio di scarpe o qualcosa del genere. Morale: arriviamo nella piazza di Faggiano che il concerto è iniziato. Per di più, e sempre come da copione, una delle mie 2 bimbe, la piccolina, si addormenta in macchina. Mia moglie si mette alla ricerca di un parcheggio quanto più possibile vicino alla piazza (impresa che lascio a lei giacchè io avrei optato per la soluzione del pellegrinaggio con bimba addormentata in braccio). Mia moglie resta in auto con le bimbe (nonostante spontaneamente il sottoscritto si sia offerto di sacrificarsi lui) e io mi avvio a piedi verso il palco con il mio amico (giovane bassista di una nota, apprezzata e richiestissima cover band-locale dei Pink Floyd: dunque il suo giudizio sul concerto sarà secondo me molto importante per saggiare l’impatto del gruppo sul pubblico giovane, rocchettaro e di una certa cultura musicale). IL CONCERTO Durante la ricerca del parcheggio sentivo le note di “la casa dell’ angelo”: beh, mi son detto, tanto questa è……. In play-back. Mi è spiaciuto non aver potuto ascoltare i brani introduttivi, (espanolada?) e “la signora senza anelli”. Sarei stato molto curioso di ascoltarne gli arrangiamenti preparati per l’occasione. Presumo di essermi perso anche il meddley (se è stato fatto). Giungo sotto il palco durante l’esecuzione di “faccia di cane” e mi ritrovo ad assistere ad una performance di un una band in gran forma, con Ricky che sfodera il meglio della sua tecnica chitarristica, un Polipo sempre più incisivo e sempre più in gamba dietro ai suoi tamburi, un Lavelli dal sound efficace come sempre e in perfetto incastro con la batteria. Usai ha finalmente l’hammond sul palco (in realtà credo si tratti di un farfisa), sembra a suo agio e anche visivamente il concerto ne guadagna. Ne guadagnano, ovviamente, anche le sonorità. Nico è il Nico di sempre, quello che ci siamo abituati a riscoprire nelle vesti di tastierista e cantante. Prima dell’esecuzione di “davanti agli occhi miei” e “visioni” (se non ricordo male) vengo richiamato al cell. dalla mogliettina che ha finalmente trovato il parcheggio. Dopo aver girovagato alla ricerca dell’auto (le indicazioni non erano delle più precise) la raggiungo, finalmente, e mi prendo con me una delle due bimbe (quella che è rimasta sveglia). Mi offro di sacrificarmi io a restare in auto con la piccolina addormentata, ma mia moglie molto umanamente mi lascia andare e decide di stare lei in macchina: oltretutto è riuscita a piazzarsi in una via che dall’alto punta diritta verso la piazza: si sente benissimo la musica e si intravede anche il palco. Si sentono chiaramente le note di “che idea”. Sentito da lontano il brano è ancora peggio di quanto non risulti al sottoscritto (che notoriamente non lo ha mai apprezzato). Ma trovo conforto in mia moglie (alla quale pure in genere piacciono le cose più “easy”) che mi dice: “questa potevano anche risparmiarsela”. In effetti, a parte i (miei) giudizi sul brano in sé, proprio l’esecuzione del Mito di quel pezzo non convince affatto, né nel sound né (particolarmente) nelle voci. Ovviamente anche l’amico musicista non dimostra di apprezzare il brano. Sentirò poi, incontrando altri musicisti presenti, commenti non proprio entusiasti sul pezzo in questione (allora non è solo una mia fissa!!!!!). Attenzione: dico subito che il resto del concerto è veramente molto coinvolgente, e che quel neo io lo toglierei senza indugio dalla scaletta, tanto ormai è chiaro che il pubblico va in visibilio anche (e soprattutto) con i brani più rocchettari e più prog eseguiti dal gruppo. Dopo “america ok” e “miniera”, ovazioni (durante e dopo le esecuzioni) accoglieranno notte sul monte calvo e i concerti grossi. Prima ancora, una sorprendente “dancing”, molto ben eseguita e molto apprezzata ed applaudita dal pubblico. L’impianto è ottimo, il suono corposo, il palco super-arredato da luci ed effetti scenici. Ricky fa la gioia dei rocchettari presenti con i suoi assoli, Andrea ed Alex ci danno dentro veramente con maestria, potenza ed energia. Il risultato è come assistere ad un concerto di un gruppo straniero dei migliori nel campo del rock o del prog. Notte sul Monte calvo si fa apprezzare per la grinta e l’energia con cui viene eseguita, e i famigerati loop in sottofondo si fanno perdonare, quasi quasi ci stanno bene anch’essi. Alla suite dei concerti grossi è stata aggiunta Most dear Lady. Avrei sperato (sinceramente) in qualcos’altro come il tributo a Hendrix o Fare well you dove (ho scritto bene?) ma pazienza……. Comunque il brano è molto ben eseguito. Con “quella carezza” e “Aldebaran” si chiude il concerto. Grande bis con “le Roi Soleil, anch’ essa accolta dal pubblico con una ovazione ed eseguita magistralmente dalla band. Le basi ? Si, si notano, ma non mi pare ce ne sia un forte abuso. Il risultato del concerto è ottimo, sembra aver acquistato molto in fluidità con l’introduzione della nuova scaletta. Ma ne ha acquistato anche in grinta ed energia. “Che idea” ce la TOGLIEREIIIIIII: ora più che mai stride con il resto dei brani. Accidenti, lo notano tutti!!! Il sapore è troppo kitch, e mentre “quella carezza” e “aldebaran” reggono benissimo nel contesto (l’una per la popolarità e il magnifico testo, l’altra anch’essa per la popolarità e per l’ottima esecuzione che ne dà il gruppo), l’ “ideuzza” non ci sta affatto bene (come sempre i falsetti e la voce di Usai assumono per di più toni quasi caricaturali – mi perdoni il baffone, che ha fatto una buona performance per il resto e che finalmente si è portato appresso il prezioso cimelio - ). Insomma, il concerto andrei tranquillamente a rivederlo, più e più volte (magari, questo sì, con la scusa del parcheggio mi ri-allontanerei nuovamente durante “che idea”, o ne approfitterei per andare a comperare le sigarette o fare qualche chiamata al cell.). Bravi, eccezionali, davvero, tutti (fateci un pensierino a quanto di cui sopra, e anche la “casetta dell’angioletto” poi potreste tranquillamente accantonarla ……tanto ormai di materiale degno ce n’è a sufficienza, e quello che è importante è che il pubblico gradisce assai l’impatto dei brani più “rock”). Pubblico: entusiasta e spesso in visibilio. Musicisti presenti (ne conoscevo diversi): hanno espresso commenti più che positivi (sebbene tutti abbiano notato l’intromissione di basi qua e là: ma il Mito è risultato…….. ASSOLTO A PIENI VOTI in quanto il concerto (salvo un paio di episodi) è davvero di qualità, vedere e sentire per credere. Da notare infine che stavolta, contrariamente alle altre volte in cui ho visto live il Mito, i musicisti e i cultori del rock e del prog presenti non hanno abbandonato il concerto dopo gli episodi più “pop-melodici” relegati nella prima parte, ma hanno resistito e apprezzato la fantasmagoria di suoni che ha accompagnato i ¾ dell’esibizione. Merito anche della scaletta dosata molto più sapientemente che in passato. DOPO IL CONCERTO P.S.: avrei voluto scattare delle foto durante (la macchina fotografica era rimasta in auto durante il trambusto del parcheggio!!!!!) e salutare old e new componenti della band dopo (ma il dovere del rientro al parcheggio, dove mia moglie si era sacrificata, mi richiamava). Però…….. ho dato il cambio a mia moglie, nel post-concerto, che è andata a scattare delle foto assieme all’altra bimba (quella sveglia). Date un’occhiata se volete, certo mi è spiaciuto non aver potuto immortalare il palco con l’imponente strumentazione e gli ottimi effetti-luce. E…….. non pensate che io abbia sbagliato: le foto sono del dopo-concerto, anche se sembrano ritrarre più un’atmosfera da ballo della tarantola che da concerto dei New Trolls (il gruppo è stato fatto accomodare in una casa antica che sembrava davvero uno di quegli scenari da riti di tarantolate/i). Da ammirare (si meritano una citazione) mia moglie e mia figlia che si son dimenate alla ricerca di qualche scatto mentre la scena era stata monopolizzata da una intera e nutrita famigliola che aveva assoldato un fotografo per farsi immortalare a turno con i Niùtròls. Gli scatti che vedrete sono perciò in maggioranza fotodellescenedellefoto dell’intraprendente (e numerosa) famiglia con fotografo al seguito (eccezion fatta che per la foto che ritrae Nico con una componente della mia……. Family-band). GFR
Una componente della...... "Family band " e Lucia...... una bellissima fan!
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