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Nel 1966 hai fondato i New Trolls, ma prima di quella
data, hai inciso due cover con lo pseudonimo
“Napoleone”, com’è nata l’idea di chiamarti addirittura
Napoleone?
Ti faccio una confidenza che ti farà molto
piacere visto che collabori con
Fonopoli (Associazione culturale fondata da Renato Zero, ndr),
nei primi anni sessanta facevo dei provini insieme ad un mio
amico, un certo Renato Zero. Abbiamo fatto i primi provini
alla RCA; io mi chiamavo Napoleone e lui naturalmente Zero.
Due nomi curiosi non ti sembra ?
Sicuramente allora Zero sembrava un nome
assurdo, ora è naturale ascoltarlo, lo colleghi immediatamente
con l'immagine del grande personaggio che è.
….e Napoleone ?
era un'idea un pò strampalata nel
periodo della gioventù,
Allora ti provoco subito, nel ’68 chiamarsi
Napoleone, un conquistatore, era da coraggiosi?
Abbastanza anche
se ti devo dire che non aveva un riferimento storico preciso
del personaggio
Insomma non volevi colonizzare nessuno ?
no assolutamente,
mi piaceva il nome perchè si poteva individuare immediatamente e
poi non ho avuto il tempo di dargli una fisionomia musicale a
questo Napoleone musicista. Comunque quello che dici tu è giusto,
ma io non l'avevo nemmeno preso in considerazione.
È vero che i New Trolls si sono costituiti tramite
l’inserzione su un giornale locale?
no decisamente
è un'invenzione !!
Allora come Vi siete costituiti ?
Sono andato di
persona a cercare i componenti, uno per uno. prima di tutti è
arrivata Giorgia Dadà che suonava il basso in un gruppo
“I terremoti” suonavano al Lido (Riviera Genovese, ndr) al
Venerdì in C.so Italia (venerdì dell’abbonato), è venuta giù
al ristorante di mio padre a vedermi suonare siamo diventati amici
e abbiamo iniziato a collaborare; successivamente siamo andati a
cercare un batterista che era Gianni Belleno, inoltre avevamo
altri due componenti che sono andati via prima di Di Palo e
Chiarugi.
Se non sbaglio già a quel tempo qualche soddisfazione
artistica era già arrivata ?
Direi di si, abbiamo
fatto la tournee con i Rolling Stone o meglio abbiamo fatto gli
apri pista dei Rolling nella loro tournee italiana.
Dopo questa esperienza straordinaria siamo andati a cercare
Nico Di Palo e Chiarugi .Questa è la formazione vera dei New
Trolls.
Al debutto con “Sensazioni” e “Prima c’era
luce” è stato subito vittoria al Festival di Rieti che era un
trampolino di lancio per i giovani talenti: cosa ricordi di quel
momento?
Mi ricordo una
cosa, al nostro primo passaggio televisivo
ci hanno guardati in pochissimi perché in concomitanza col
nostro primo passaggio in televisione c’era una partita della
Nazionale, precisamente l’incontro
Italia- Russia.
Una concorrenza pesante eh ?
Purtroppo, penso
che mi abbia visto solo mia madre in televisione
In quegli anni era di moda proporre cover di artisti
stranieri, voi, invece, assolutamente no perché questa scelta
controcorrente?
Avevamo tanta
creatività , io scrivevo canzoni già da tempo quindi mi sembrava assurdo andare a cercare quelle di
altri , su questa linea ho coinvolto anche gli altri.
Anche il tipo di musica che proponevate era originale,
era un mix di psichedelica e delicato romanticismo?
È vero,
tutto questo è nato spontaneamente,anche se penso che niente
viene fuori da niente per cui avevamo i nostri punti di
riferimento: la tournee dei Rolling Stone mi aveva segnato
parecchio, i Beatles che erano la nostra passione, Steve Wonders
con il quale avevamo suonato era venuto un paio di sere
durante il periodo del Festival di Sanremo a suonare con noi in un
locale che si chiamava Club ‘64 proprio sotto il casinò. Mi
ricordo che la sera gli artisti che facevano il Festival di
Sanremo finita la serata venivano giù a suonare con noi e Steve
Wonders è venuto per tre sere di seguito.
Mi fai un profilo di Mick Jagger e dei Rolling Stones ?
Non vorrei
rovinare un mito ma il ricordo
che ho di allora è che mi sembravano persone molto spaventate dal
pubblico, dalla folla, erano sempre molto chiusi tra loro,
chiusi in camerino non uscivano per niente al mondo, scappavano
dalla parte opposta del pubblico. Sembravano anche abbastanza
nervosi e tesi, avevano forse, anche dei problemi caratteriali,
questo è l’effetto che ho avuto io allora; chiaramente li ho
conosciuti poco, ho avuto un paio di momenti passati con loro in
camerino e niente più.
E adesso che il buon Mick, si è fatto incoronare baronetto?
Questo è il
tempo che passa purtroppo, secondo me Mick Jagger rimane comunque un grande artista. Forse a 60 anni continuare
ad interpretare il ruolo del rocker è cosa ardua. Personalmente
avrei smesso anche perché talvolta quando lo vedo sul
palco comincia a farmi l’effetto del “molliccio”.
Anticamera della “macchietta” ?
Mi provochi eh,
non della macchietta, ma personaggio un po’ fuori tempo massimo
diciamo. Comunque tengo a precisare che è stato uno dei miei
idoli e probabilmente lo è ancora.
La consacrazione
arriva nel ’68 grazie all’on plain “Senza orario, senza
bandiera” con testi di Fabrizio De Andrè che rivisitò le
liriche scritte dal poeta genovese Manerini, chi era Manerini?
Manerini era proprio quello che si dice un poeta, con
tutto il fascino che diamo a questa parola misteriosa. Quando ho
conosciuto Riccardo ero molto giovane e non ho potuto
apprezzare veramente quello che era e che significava, ho
cominciato a capirne l’importanza delle sue poesie e delle
sue idee qualche anno dopo quando rivisitando i testi che avevo
cantato forse senza intuirne a pieno il significato. Ti faccio un
esempio, quando ascoltavo "irish" la
consideravo come una bella canzone d’amore senza nessuna
implicazione politica, non arrivavo neppure a supporre che una
canzone così avesse a che fare con l’Irlanda, immaginavo
una persona che pregava che aveva necessità; poi improvvisamente
qualche anno dopo ho avuto l’illuminazione seguendo le vicende
dell’Irlanda, la lotta di sangue dei cattolici contro
protestanti, le recinzioni per cui c’erano persone che per
pregare dovevano davvero fare più di 30 miglia per
passare intorno a una zona che non potevano frequentare. Stessa
storia per la guerra del Vietnam
toccata in “Ti ricordi Giò” l’ho vissuta dopo,
l’ho capita dopo, allora avevo 17 anni era un po’ presto,
questo è un mio piccolo rammarico anche perché Manerini mi
chiamava tutte le notti per propormi delle poesie, idee che non
capivo, adesso mi mangerei le dita per tornare indietro.
una grande
personalità, ancha da un punto di vista artistico
un punto di riferimento importante per Fabrizio De Andrè,
qualcuno ha detto il maestro di Fabrizio, forse è una parola
grossa, però ti dirò una cosa, io leggendo le poesie
che la vedova mi ha dato devo dire che veramente era un
grande poeta e lo era prima di Fabrizio De Andrè.
E qual è, secondo te, l’attualità della poesia di
Manerini?
Nelle sue poesie vedo il viaggio, c’è questo
senso dell'avventura, del movimento costante, l'apertura a nuovi
orizzonti, lui ha navigato moltissimo e riusciva a
trasmettere il suo vigore, la sua voglia di conoscere,ma
sopratutto la rabbia, perché c’è anche una grande rabbia
nelle sua poesia. È assolutamente attuale. Da un punto di vista
sociale, civile è attualissimo , scusa se mi ripeto ma il
problema irlandese è sempre presente purtroppo. Alla guerra
del Vietnam si sono sostituita altre guerre , non ultima quella
irakena. Anche certe descrizioni e profili umani appartengono alla
nostra contemporaneità, non sono assolutamente datati. Manerini
era il poeta dei temi universali e della libertà universale.
L’ultima domanda , se fosse vivo lo vedremmo,
secondo te, nei cortei No Global?
forse no anche perché lui era contro tutto, un radicale,
non era uno con delle prese di posizione correntistiche era
proprio un anarchico.
Ritornando a New
Trolls: un altro grande
poeta che avete messo in musica è Sergio Endrigo con “Una
storia” insomma i New Trolls avevano la poesia nel sangue o
nelle note?
La poesia è
fondamentale per comunicare, penso che sarai d’accordo con me, visto
che sei un poeta.
Ma anche la letteratura con Amleto di Shakespare,
nel “Concerto grosso” ?
Li abbiamo
abbinato il periodo del barocco, sia barocco musicale che barocco
letterario,anche se può sembrare un’assurdità, però ci
sembrava che Amleto sposasse perfettamente le liriche musicali
della metà del ‘600 musicale.
E perché la scelta del concerto grosso ?
Era un
esperimento, ne parlavamo già prima, noi non abbiamo fatto cover
di altri artisti e abbiamo fatto cose nostre per cui la ricerca,
ci ha portato li, nel magico connubio
tra musica classica e la nostra musica rock
Nel ’72 lo scioglimento era proprio inevitabile?
Si assolutamente
anzi devo dire con onestà che
avremmo dovuto finirla li. Secondo me i New Trolls veri finiscono
nel ‘72 quello che c’è dopo è un po’ un insieme di
esperienze diverse. Penso che dal ’68 al ’72 abbiamo fatto
cose importanti per la musica italiana e poi 5 anni non sono pochi
oltretutto con parecchi dischi all’attivo, uno in inglese,
“concerto grosso, miniera, senza orario senza bandiera, ecc .
E dopo il ’72 tutto da dimenticare ?
ci sono stati
grossi successi , uno su tutti
“quella carezza della sera”, però quel periodo secondo
me è la parte canzonettistica leggera. Fare questa musica è
stato dettato avvolte dalla necessità di cercare di rimanere
agganciati a un treno che secondo me ormai era un po’ passato,
era da chiudere per prendere ognuno di noi altre strade.
Qual è la tua
strada ?
Adesso
sto scrivendo canzoni, sto preparando un album in italiano.
Scrivi sia canzoni che poesie anche in dialetto
genovese…
Ti dirò, l’ho
sempre fatto, già
nel ’67 ho scritto una canzone che si chiama “Come te bella
Zena” , penso conosciuta da tutti a Genova.
Cosa ne pensi del dialetto ?
sono un difensore
del dialetto come lingua che mi appartiene,
mi rende sicuramente più ricco di chi non lo parla
Io ho avuto la fortuna di leggere alcuni
tuoi testi in dialetto e trovo una grande raffinatezza poetica , non
la semplice canzone genovese?
Grazie sono
lusingato, penso di usare il dialetto come lingua abituale, i miei
genitori parlavano in genovese, ho fatto anche molti dischi per
altri in genovese. Mi
trovo bene mi
facilità soprattutto nella metrica, il genovese
è pieno di parole tronche e questo ti da una libertà
meravigliosa.
Oggi Vittorio De Scalzi con una nuova formazione
ripropone il concerto grosso, che effetto ti fa dopo trent’anni
portare avanti la grandissima storia di una band?
Cerco di
rappresentare i New Trolls raccontandone la storia, chiaramente ho
fatto questo disco a trent’anni di distanza live , perché il
concerto grosso con i New Trolls non eravamo mai riusciti a farlo
dal vivo con l’orchestra ,perché la tecnologia non ce lo
permetteva era solo un disco di studio. Ho voluto levarmi questa
soddisfazione con l’orchestra filarmonica di Torino
E come viene accolta secondo te?
Grande affetto da
parte dei giovani, incredibile perché non sono abituati a sentire
una cosa del genere ormai sono abituati ad andare a sentire la
canzonetta ben confezionata, ma sentire l’orchestra rock, un
orchestra classica che interagisce con un gruppo rock è
raro.
Cosa ascolti adesso?
Molta musica
classica perché mi piace da morire e poi chiaramente un po’ di
tutto mi piace il jazz, mi piace anche una certa produzione
americana, ci sono degli italiani interessanti che stanno uscendo
in questi ultimi tempi vedo anche un fermento poetico anche
piuttosto interessante nei giovani finalmente stanno ridando peso
ai testi che avevano perso parecchio peso un po’ di anni fa,
quando bastava fare una canzone mettersi un vestito particolare o
un cappello a sonagli..
Sanremo o contro Festival di Mantova cosa avresti
scelto?
Sono due cose
talmente diverse te l’ho detto sono un onnivoro io vorrei
sentire tutte e due, voglio sapere tutto quel che succede certo
Sanremo quest’anno non mi è piaciuto assolutamente, l’ho
trovato deludente da morire, soprattutto per quanto riguarda il
livello delle canzoni che era piuttosto basso, qualcosa comunque
si salva, qualcosa esce, ma il livello era molto basso.
Lo vedi ancora un buon palcoscenico?
Certo che lo è,
basta saperlo usare. Comunque per soddisfare la tua curiosità di
prima di dico che personalmente sarei andato più volentieri a
Mantova.
Liberodiscrivere e il sottoscritto Ti ringraziano
Vittorio per la tua simpatia e disponibilità .
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