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ITALIA PRESS – 31.05.00) Il calendario segnava il 1968: il
mondo stava cambiando sotto i colpi della rivoluzione, ovunque
sventolavano i modelli di Mao e del Che, il cambiamenti portati
dalla rivoluzione investirono ogni settore della società. Erano gli
anni della rottura, della contestazione, della musica pop. Gli anni
in cui Lucio Battisti, Fabrizio De André, i Dik Dik, Mina, i
Formula Tre e i New Trolls si presentavano come i testimoni
dell'inversione di tendenza.
"Eh sì, gli anni in cui La Bussola di Viareggio era la culla
della mondanità, in cui giravo l'Italia e il mondo con Nico,
Gianni, Vittorio e Maurizio". Corre veloce la memoria di Franco
Laugelli, il Frank dei mitici New Trolls, sangue calabrese nelle
vene, la musica dei leggendari James Brown e Tony Bennet nel cuore.
Per sette anni è stato il bassista della band, poi nel '75
l'abbandono e il rientro in Canada. Ora il suo nome è legato alla
"Next Millenium Productions", la casa discografica che ha
fondato sette anni fa per lanciare nel firmamento musicale i talenti
italocanadesi. Come Diana, 16 anni e nonni emigrati dall'Abruzzo, la
nuova Celine Dion alla prese con il suo primo disco.
"Scoprii la passione per la musica a dieci anni: un anziano
signore mi regalò una chitarra. Era rotta e vecchia, ma non mi
persi d'animo. La sistemai con cura e tornò come nuova. Fu l'inizio
di una passione e di un'amore. Nel frattempo, mi trasferii a Toronto
da Amaroni, ed iniziai a frequentare scuole di musica: per
affrontare le spese vendevo giornali e pulivo le scarpe ai passanti.
A 13 anni fondai il primo complesso con i compagni di scuola. Si
chiamava Four Assis. A 16 andai negli Stati Uniti e suonai a Boston
e New York. Poco dopo, però, tornai in Canada e tentai la grande
avventura in Italia con il secondo complesso The Stroke Review. Era
l'inizio del 1968. Facemmo numerosi concerti ma dopo sette mesi il
gruppo si sciolse. Gli altri otto musicisti rientrarono in Canada ma
io no. Restai lì e tentai il tutto per tutto".
Ed ecco l'incontro con i New Trolls che all'epoca erano all'apice
del successo...
"Conobbi Gianni e Nico che mi chiesero di entrare nella
band", racconta. "Fu l'inizio di un periodo magico, di
tournée e concerti in Italia e nel mondo.
Con Pino Calvi scrissi anche la colonna sonora del serial per la
televisione Pietro Sino, che poi cantò Fred Bongusto. Suonai per
Lucio Battisti quando incise Acqua azzurra, acqua chiara e per Dori
Ghezzi insieme a Cristiano Malgioglio, cantante e paroliere. Poi
c'era Lucio Battisti, un ragazzo molto timido ed introverso. Non
dimenticherò mai quando lo vidi per la prima volta nella Galleria
del Corso a Milano, luogo di ritrovo per eccellenza di cantanti e
vip. E ancora Mina, mangiava sempre spaghetti e beveva birra".
Poi, nel momento dell'escalation al successo abbandonò tutto. Addio
New Trolls, addio carriera, addio successo.
"Nel '75", dice "tornai a Toronto per rivedere i miei
genitori e conobbi mia moglie. Fu un vero e proprio colpo di
fulmine. Capii immediatamente che il mio posto era lì, accanto a
lei, che il mio futuro era con lei. Telefonai ai miei colleghi e gli
dissi: "Non torno, mi sposo". Mi dissero che ero diventato
matto, che non potevo abbandonare tutto. Dopo pochi giorni venne qui
il maestro Augusto Martelli, mio grande amico, e cercò di
convincermi a tornare in Italia. Le sue prime parole furono:
"Io mi sono sposato sette volte e nessuna è stata quella
giusta. Tu cosa pensi di fare?:. Ma fui irremovibile, ormai avevo
preso la mia decisione. E I rapporti con gli altri New Trolls sono
rimasti ottimi. Ancora oggi con Gianni e Ricky ci sentiamo
spessissimo".
Nonostante la fine del sodalizio con il complesso presto passato
dalla storia alla leggenda la carriera di musicista continuò.
"Dopo il matrimonio scrissi testi e musica per cantanti
italocanadesi come Giulio Paonessa che con una mia canzone trionfò
al Festival di Portorico e si piazzò al secondo posto a Palma di
Maiorca. Poi, all'inizio degli anni '80 sentii la necessità di
cambiare vita, di dire addio alla musica" racconta.
"Volevo tagliare i ponti con il passato, ero stanco. In quel
periodo nella mia mente suonavo sempre, ma in pratica rifiutavo di
assistere a concerti ed audizioni. Sapevo benissimo che farlo
significava rimmergersi di nuovo in quel mondo. Ho tentato di stare
lontano dalla musica e da tutto ciò che comporta. Almeno fino a sei
anni fa quando fondai la Next Millenuim Productions. Ed ora la
musica è la mia grande passione e quella dei miei figli: di Sara
che ama cantare e di Giuseppe che suona la chitarra. Ma anche in
Nunzia Francesca la vena artistica non manca. Le piroette sulla
pista da pattinaggio lo testimoniano. Per il piccolo Gianfilippo,
invece, è ancora presto".
Simona Giampaoli/News ITALIA PRESS
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